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Ascoltando un
demo come questo (ma sarebbe meglio parlare di un album, vista la durata dei
sette pezzi!), si ha la netta riprova che la scena underground italiana
ferve di nuovi talenti.
Non sto esagerando, c'è davvero del buono nel lavoro di questi quattro
vicentini e le loro speranze per il futuro possono essere di certo rosee.
Mescolando una spiccata attitudine verso il thrash veloce di Slayer e Sodom,
ad un'ispirata matrice death che cita Nile, Obituary e Napalm Death, i
nostri si divincolano abbastanza agevolmente fra prolissità tecniche che a
volte appesantiscono le tracce e spunti melodici atti ad impreziosire un
lavoro mai banale, mai scontato.
L'esagerata lunghezza delle tracce impantana l'ascolto in più occasioni,
pagando lo scotto di una scarsa immediatezza, ma si tratta di un peccato a
cui i Death Heaven troveranno sicuramente rimedio nel prosieguo della loro
carriera.
E' innegabile infatti, la loro capacità di creare trame complesse,
articolate e ben suonate.
Un altro nome positivo fa ben sperare per il panorama metal nostrano.
Andrea Valeri
voto 7.5/10
17/01/06