SHAPELESS.IT (27/04/2005)
Sembra impossibile pensare che questi Death Heaven possano aver iniziato la loro carriera suonando uno speed/thrash ispirato ai Sodom ed agli Slayer! Eppure nel 2003, dopo aver chiuso un capitolo thrash chiamato Khaos, i neonati Death Heaven si erano votati ad un thrash grezzo distante anni luce dalla loro proposta attuale. Sì, perché adesso il quartetto veneto suona un death metal tecnico di ottima fattura! Del loro passato ne è rimasto ben poco!
Il primo demo del gruppo è stato registrato nel maggio del 2003, in poco tempo e con una strumentazione raffazzonata. Il risultato è stato così sconfortante che i musicisti hanno preferito non pubblicarlo. In compenso, un mese dopo i Death Heaven hanno cominciato a suonare dal vivo.
"Techno Decomposition World", l'oggetto di questa recensione, è stato registrato nei mesi di aprile e giugno del 2004. Problemi di varia natura ne hanno fatto slittare la presentazione al pubblico fino al febbraio del 2005. I riscontri sono stati subito positivi, tanto che le prime cinquanta copie numerate a mano sono sparite nel giro di una settimana! E, devo ammettere, posso anche capire perché! Effettivamente i Death Heaven hanno talento e suonano musica buona. Talmente buona da far chiudere un occhio sull'artwork orribile del demo, che rappresenta il nostro pianeta terra incollato su un microchip schizzato di sangue! Insomma, non il massimo della vita, eheh! Eppure la musica contenuta in questo CD è veramente coinvolgente! A mio modo di vedere, la si può ascoltare in due modi: uno superficiale, godendo dell'impatto delle composizioni e lasciandosi andare ad un sano headbanging, e uno più approfondito. In questo secondo caso si possono scoprire tante finezze compositive e di arrangiamento, testimoni dell'abilità tecnica dei musicisti. Sì, facendo attenzione saltano all'orecchio anche alcuni piccoli errori di esecuzione, ma chi se ne frega in fondo? Il death metal, anche il più tecnico, deve mantenere una certa dose di umanità e di istinto, no? Altrimenti rischia di diventare piatto e distante.
Matteo e Andrea sono due ottimi chitarristi. Ci sanno fare con i loro strumenti, dimostrano un ottimo gusto in fase di arrangiamento ed un innato talento compositivo. Anche in sede d'assolo non ci si può lamentare. Anzi, gli assoli sono fluidi e principalmente melodici: risultano sempre puntuali ed azzeccati. Andrea però si occupa anche delle vocals. Passa con naturalezza da un gutturale grave ad uno strillo marcio ed acuto. Per quanto riguarda la sezione ritmica, è un motore rodato ed implacabile. Il basso di BRN (per correttezza nei confronti dei lettori faccio notare che è un recensore della zine - nd teonzo) non si limita a svolgere il suo compito ma sostiene con vigore il lavoro delle due chitarre. Baital è un batterista molto istintivo e potente. La sua prestazione è penalizzata dalla qualità di registrazione che, sebbene sia complessivamente molto buona, non rende giustizia alla batteria. I suoni sono infatti secchi e poco profondi.
Come il lettore avrà ormai capito, il death metal dei Death Heaven è un cocktail di tecnica ed aggressività, addolcito da qualche goccia di melodia. Le sei canzoni, tutte piuttosto lunghe, sono strutturalmente complesse. Soprattutto, non risultano mai banali. Il quartetto non tradisce i canoni del death metal ma, al tempo stesso, non si rilassa copiando spudoratamente dei modelli. Sì, alcune influenze sono più evidenti di altre: i Death, tanto per dirne una. Ma l'insegnamento dei grandi è tradotto secondo la sensibilità artistica dei Death Heaven, che non si pongono limiti espressivi di sorta. Esemplari sono, ad esempio, i frequenti inserti acustici. Ma anche quelle lievi inflessioni thrash (ed altre, ma sporadiche e quasi inavvertibili, black) che riportano a galla il passato sepolto della band. Oppure quella brama di riassumere nel proprio sound quanto il death metal, nel suo senso più vasto, ha già detto.
E' difficile indicare quale canzone sia la migliore. Sono tutte molto varie e complessivamente di pari valore. In ognuna di esse è possibile trovare qualche spunto di classe. Non ci sono inoltre cali di tono. Tensione ed atmosfera vanno a braccetto, sempre circondate da una foga aggressiva che non viene mai meno. E' un death fatto di grinta e sudore ma anche di intelligenza. Non posso pertanto evitare di congratularmi con i Death Heaven per questo demo di ottimo valore. Lungo ma perfettamente equilibrato, fa presagire un futuro roseo. Sta ora al gruppo non deludere le promesse. Il lettore è invitato a visitare il sito ufficiale della band per ascoltare qualche mp3, oppure per acquistare "Techno Decomposition World" al modico prezzo di 3 euro, spese postali escluse.
(Hellvis - Aprile 2005)
Voto: 8.5