» Recensione
I Death Heaven, gruppo dalla biografia inesistente e dall’artwork che
lascia molto a desiderare, ci propongono questo “Techno decomposition
world”, otto brani di death metal brutale e violento senza compromessi di
sorta.
Fin dalla titletrack “Techno decomposition world” si può capire che non ci
troviamo davanti ad un lavoro di death metal propriamente detto. Il brano
in questione, infatti, pur seguendo i principali cliché del brutal death,
inserisce al suo interno elementi personali soprattutto per quel che
concerne le sonorità di chitarra che riprendono, in alcuni frangenti, il
metal classico per poi esplodere in un insieme di violenza e velocità
caratterizzata da ritmi di batteria iper-veloci e da uno scream di sicuro
impatto.
Brani come “In the name of god” e “Shadows in darkness” invece seguono
pedissequamente tutte le caratteristiche del death metal più classico
prendendo spunto qua e là da gruppi più famosi. È così che momenti cupi e
lenti che ricordano da vicino Six Feet Under e Broken Hope, vengono uniti
a parti più ritmate ed interessanti che fanno il verso ai Dismember. Di
sicuro interesse è, in questi brani, il “dialogo” tra il cantato growl e
lo scream, cosa che rende il sound dei Death Heaven sicuramente più vario
e completo.
Discorso leggermente diverso va invece fatto per “The cannibal of
Milwaukee” che, con la sua durata di più di nove minuti, riesce a
comprendere in sé svariati cambi di tempo e di stile, dando così una
dimostrazione tangibile di abilità da parte della band. I momenti meno
ritmati e lambiti da una parvenza di melodia sembrano essere solo l’occhio
di quel ciclone sonoro che investirà le nostre orecchie di lì a poco
devastandoci con suoni possenti che non lasciano scampo a nessuno.
Per quel che riguarda “Sunday of war” e “Faith in nothing” il discorso non
si sposta di molto rispetto a quello detto in precedenza; riff granitici
accompagnano la marcia voce di Andrea per poi disintegrare i nostri
padiglioni auricolari con cavalcate a 200 all’ora senza la minima presenza
di una melodia.
Questo “Techno decomposition world” è quindi una buona prova da parte dei
Death Heaven sotto tutti i punti di vista; la band sprizza energia e
potenza da tutti i pori con l’inserimento di una personalità che
sicuramente non tarderà ad esplodere in un lavoro futuro. Purtroppo anche
per questa band esiste il problema che affligge la maggioranza delle band
che suonano death metal, ossia la difficoltà di distinguere un brano
dall’altro, cosa che alla lunga rende un cd ripetitivo e noioso.
» Il Giudizio di MW
Track by Track
- The fusion between A.I. and humanity - 70
- Techno decomposition world - 77
- Nuclear death - 80
- The cannibal of Milwaukee - 70
- In the name of god - 65
- Shadows in darkness - 73
- Sunday of war - 78
- Faith in nothing - 60
Giudizio Confezione
- Qualità Audio: 75
- Qualità Artwork: 50
- Originalità: 60
- Tecnica: 70
Giudizio Finale
BACK TO PRESS PAGE