METALITALIA.COM 02/08/2005

Recensione di Paolo 'cernunnos' Vidmar

Un plauso va fatto a questi ragazzi della provincia di Vicenza che sanno suonare in maniera molto intelligente e personale un death metal assai dinamico e spesso piuttosto tirato. Oltre ad essere bravi musicisti, i Death Heaven hanno avuto il coraggio di misurarsi su una distanza più che impegnativa. Un vero paradosso di questi tempi è confermato anche questa volta dalla voglia di fare (talvolta anche di strafare) delle band underground. Ormai per full length vengono spacciati album che superano a malapena la mezz'ora, e invece lavori di band underground che durano anche cinquanta minuti (come in questo caso) devono essere relegati tra i 'demo', una dimostrazione più che esauriente a dir la verità. Auguriamo a questo gruppo di continuare su questa strada e a questi livelli in modo da poter veder ripubblicato questo lavoro nel modo più consono. Dopo un'intro un po' anomala per appartenere a una death metal band, ecco la dirompente titletrack, un brano che sembra davvero esser stato ispirato dai Napalm Death di "Harmony Corruption". L'impressione che alla band stia a cuore la musica estrema di qualche anno fa è confermata dall'ascolto del brano seguente, in cui le influenze Loudblast veramente non si contano. Poi però la musica un po' cambia ed entrano in gioco anche forze nuove e i Death Heaven si scoprono per molti versi anche una death metal band moderna. Merito della band è quello di tenere alta l'attenzione dell'ascoltatore per tutto il lungo e impegnativo ascolto, sinonimo questo di una qualità musicale più che discreta. Oltre a parti arpeggiate, ci sono delle brevi intromissioni industrial, qui solo abbozzate e che invece, magari in futuro integrate all'interno dei brani, meriterebbero qualche approfondimento per arricchire ulteriormente la proposta. Lasciamoli maturare ancora e chissà che tra qualche anno l'Italia non si ritrovi con un'altra ottima band death metal da poter anche esportare all'estero. Promettenti.

Voto: 7.0

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