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Non è certo priva di spunti interessanti la caotica proposta dei Death
Heaven, deathsters (?) vicentini al debutto con questo "Techno Decomposition
World": un demo innanzitutto più lungo del normale e che, nonostante i
difetti di registrazione, mette tanta carne al fuoco.
A partire dall'intro è infatti un susseguirsi di spunti di death metal
tecnico, break atmosferici e furiosi stupri dei tom, ottimi assoli e
sferzate di roboante fretless; a guidare il tutto una voce brutalissima e
grezza, non essenziale nell'economia della band ma d'effetto, che passa da
growl cavernosi a parti più "grim", quasi strozzate.
L'opener è puro brutal death metal sparato a mille all'ora, e così anche la
seconda "Nuclear Death", (buono spunto il brak voce-batteria, che ritorna in
altri momenti del disco), "The Cannibal Of Milwakee" e "In The Name Of God";
la melodicissima - tra Opeth e Control Denied - apertura di "Shadows In
Darkness" inganna, perché il brano è un'altra mazzata, di un death più
old-school dei precedenti;
ssi citano i Death Angel di "The Ultra Violence" con l'inizio di "Sunday Of
War", un brano un pò troppo derivativo rispetto alla media del disco, da
scartare. Anche "Faith In Nothing" scorre un pò anonima fino al termine del
disco, anche se le parti di chitarre sono davvero ben fatte.
In generale, non si può che rimanere affascinati da un disco così
artigianale eppure così carico di musica e violenza (grande lavoro alle
chitarre), in cui è quasi impossibile individuare pecche strumentali e la
registrazione è sopportabile.
Alla fine dei conti però, 55 minuti per sette canzoni sono davvero tanti per
una debut band che si cimenti in questo genere, in cui finora solo i Nile
sono riusciti a fare determinate cose.
Tanto di cappello quindi (se avete 4 euro da spendere visitate il loro sito
e ascoltate gli mp3), ma un taglio qua e uno là lo avrebbero messo in lista
per il demo dell'anno..
Forza!
Luca Marini
Voto: 7/10