BABYLONMAGAZINE.NET (08/08/2005)
Davvero interessante la proposta dei vicentini Death Heaven, che in questo disco uniscono death brutale con le influenze più disparate, disperate, varie ed eventuali. La base è sempre quella, e sorregge il disco dall'inizio alla fine, ma tra sfuriate grezze e prettamente death, frangenti meno oltranzisti, altre partiture più thrasheggianti, e stacchi vivaci, come l'intro di "Nuclear Death " o della "palma d'oro" "The Cannibal Of Milwaukee" (la meglio riuscita, fra le songs in Only-Extreme-Style-Rulez :-), la varietà e le idee non vengono a mancare. Purtroppo, il disco perde qualcosina in termini di longevità, sia nel senso che la durata è eccessiva (le pause ci sono, ma 54.00 minuti e passa sono decisamente troppi), sia nel senso che non so quante volte si possa ascoltare quest'album prima di averne un po' piene le tasche. In ogni caso, il lavoro è buono, la tecnica c'è, le songs sono interessanti e la produzione ottima, soprattutto in relazione al genere proposto. Per un'autoproduzione, direi che non è affatto male e la larga sufficienza è più che meritata. A presto!
Voto: 6,5 (Marco Colombo)